Ormai l’importanza del microbioma è nota e supportata da numerosi studi scientifici, in particolare è stata riconfermata recentemente la capacità di determinati ceppi batterici di regolare le reazioni infiammatorie ed immunologiche e di controllare di conseguenza le allergie in corso, oltre che di prevenirle efficacemente, aspetto che  maggiormente ci interessa, portando avanti costantemente l’importantissimo concetto di prevenzione, che tanto è a noi caro e che ribadiamo costantemente durante il nostro quotidiano lavoro al banco in farmacia.

Oggi possiamo riconoscere delle specifiche interferenze della occidentalizzazione sulla composizione dei batteri intestinali e sappiamo che, ad esempio, la composizione del microbiota della pelle può modulare i sintomi asmatici.

Una particolare analisi effettuata su una popolazione polacca profondamente rurale fino al 2000 e poi gradualmente industrializzata, ha permesso di definire che la presenza nei primi 2 anni di vita di un bambino del contatto con animali da fattoria, mucche in particolare, comporta una condizione di tipo tollerogeno durante tutta la vita successiva. Questo significa che, se il bambino ha vissuto a contatto con il microambiente delle stalle, nella vita sarà molto meno allergico di qualunque suo coetaneo cresciuto in città: un tempo i nostri nonni dicevano che la campagna faceva bene, e che l’inquinamento faceva male, mentre oggi sappiamo che la causa di questa differenza è legata soprattutto ai batteri intestinali con cui si è entrati in contatto da piccoli.

Semplicemente e in modo sempre più certo si è arrivati a capire che il tipo di dieta seguito condiziona il tipo di batteri presenti nell’intestino e poiché il tipo di batteri modifica la risposta immunologica in alcune malattie, si è valutato quanto siano importanti alcuni aminoacidi (Triptofano, Fenilalanina e Tirosina) per cambiare la risposta immunologica nei confronti di una sovra infezione micotica (ad esempio in caso di candida). Tutto ciò riporta al senso dei “segnali” che l’organismo riceve, dal momento che si tratta proprio di aminoacidi profondamente coinvolti sia nei segnali nervosi che nel metabolismo.

Ad esempio è ormai chiara l’importanza della fibra per il mantenimento di un microbioma attivo ed efficiente, infatti grazie ad essa i batteri possono costruire degli acidi grassi a catena corta (SCFA) che modulano il sistema immunitario.

Inoltre le evidenze epidemiologiche segnalano come l’obesità e l’asma, ad esempio, siano entrambi segnali di una disbiosi, cioè di un’alterazione del microbioma: la disbiosi intestinale riflette quella del microbioma della bocca, pelle, polmoni, etc.., con un richiamo ad una visione sistemica e globale della risposta del singolo organismo. In poche parole non sono malati “i polmoni”, ma l’intero organismo, che poi “spara” in quella direzione, come la famosa metafora della “pentola a pressione”.

Molto discusso il tema dell’autoinfiammazione ultimamente, che delinea il fatto che molte malattie sono riconducibili ad un concetto infiammatorio diffuso, non necessariamente autoimmune.

Oggi molti autori hanno rilevato l’interferenza del microbioma cutaneo, cioè dei batteri presenti sulla pelle, nella regolazione delle malattie respiratorie come per esempio l’asma. Altri sottolineano la correlazione tra le alterazioni del microbioma intestinale ed i cambiamenti del microbioma stesso in qualsiasi altra sede corporea.

Il dato interessante sul quale porre il massimo accento è la possibilità di agire su uno di questi “sottosistemi”, per anni considerati isolati, con il fine ultimo di agire su tutti gli altri e sulla globalità di risposta dell’organismo.

È importante nella pratica di ogni giorno cercare di porre l’attenzione sulla possibilità di “interagire” tra sottosistemi diversi per promuovere la guarigione.

A supporto dei nostri pazienti offriamo una vasta gamma di servizi di prevenzione tra cui il Biomaplan. Un test genetico delle feci che permette un’analisi completa del microbiota intestinale per individuare strategie di ripristino dell’equilibrio intestinale mirate: questo perchè, ad oggi, sono in commercio una vastissima gamma di fermenti lattici, apparentemente tutti uguali, in realtà profondamente diversi a seconda del ceppo preso in considerazione e di conseguenza da utilizzare in modo specifico, a seconda del problema che viene riscontrato.

È fondamentale, quindi, che si parli di “cura” o prevenzione, promuovere il cambiamento dello stile di vita e delle abitudini alimentari, che insieme ad una ponderata e specifica integrazione, ove necessaria, possono portare grandi benefici sia in soggetti già affetti da patologia che in soggetti sani, che riconoscano l’importanza della prevenzione per la salute del nostro organismo.