Che cos’è l’etologia?

Il termine etologia (dal greco ethos e logos, intesi come «carattere o costume» e «studio») definisce la moderna disciplina scientifica che studia l’espressione comportamentale degli animali e dell’uomo, con i medesimi criteri con i quali viene condotta la ricerca in altri campi della biologia.

«L’etologia, o studio comparato del comportamento, è di facile definizione: consiste nell’applicare al comportamento degli animali e delle persone quei metodi divenuti d’uso corrente e naturale in tutti gli altri campi della biologia dopo Charles Darwin e di formulare gli interrogativi seguendo lo stesso criterio>> (Lorenz, K. (2011), L’etologia: fondamenti e metodi, Bollati Boringhieri)

L’etologia (anche se la definizione è coniata anni più tardi con Lorenz) può essere fatta nascere con Charles Robert Darwin che, dopo i suoi viaggi nelle isole Galapagos, pubblicò il suo libro “L’origine delle specie” in cui spiegava l’evoluzione come un susseguirsi di cambiamenti in cui solo gli individui migliori si riproducono, trasmettendo alla prole le caratteristiche vincenti. Questa è quella che noi tutti oggi conosciamo come “selezione naturale”. Inevitabilmente, le sue ipotesi si scontrarono con i dogmi religiosi e la filosofia. L’uomo, dunque, deriva dagli animali, anzi, è un loro parente.

Darwin dedicò un capitolo importante al tema degli istinti naturali, applicando la sua teoria della selezione naturale così come lo aveva fatto precedentemente per le mutazioni fisiche. Il comportamento è soggetto alla selezione naturale. Egli studiava gli animali con lo spirito di un ETOLOGO, cioè osservandoli nel loro ambiente naturale, registrando i loro comportamenti, in modo oggettivo, creando una classificazione e catalogazione di ogni comportamento mostrato. L’Etologia nasce quindi come Biologia del comportamento. Poiché l’evoluzione ci dice che l’uomo è solo una delle tante specie e da esse deriva, il comportamento animale acquisisce un ruolo sempre più importante nella comprensione dell’uomo stesso.

Gli studi di Darwin fecero nascere in Europea e negli Stati Uniti molti studi etologici. Si svilupparono differenti metodi per studiare e comprendere il comportamento: alcuni credevano nell’importanza dello studio in ambito naturale, come Darwin, mentre altri si concentrarono sullo studio degli animali in laboratorio, sottoponendoli a test per verificare le risposte e comprendere ogni singolo meccanismo di apprendimento.

Nel 1900, nasce in Europa la corrente del tropismo (merito soprattutto di Jacques Loeb, fisiologo tedesco,1859-1924) e negli Stati Uniti del comportamentismo o Behaviourism (tra i rappresentanti più importanti ricordiamo lo statunitense John Watson insieme al suo erede Burrhus Skinner, etc). Secondo queste scuole il comportamento animale si può spiegare come semplici risposte a determinati stimoli: Stimolo –> Risposta.

Ogni stimolo provoca una risposta, un comportamento. Non è previsto alcun livello cognitivo o di elaborazione mentale, tra lo stimolo e la risposta non si ha pensiero. Gli animali sono come automi che agiscono in modo meccanico.

Skinner BoxTroviamo, ad esempio, Skinner ed i suoi esperimenti con i ratti da laboratorio. Egli costruiva delle speciali gabbie, dette Skinner Box, in cui vi era una levetta che, se premuta dal topolino, faceva scattare un meccanismo di ricompensa: quando l’animale la schiacciava riceveva un pezzetto di cibo. L’esperimento era questo: il ratto veniva messo nella gabbia ed iniziava quindi a gironzolare. Ad un certo punto, per caso, finiva su quella levetta e quindi ecco che riceveva un pezzo di cibo. La prima volta era un caso e certamente l’animale non poteva collegare immediatamente il fatto di aver schiacciato una levetta con il ricevere un premio.

Si arrivò quindi a scoprire il “Condizionamento Operante”, meccanismo di apprendimento per cui un essere vivente impara a mettere in atto un determinato comportamento (ad esempio premere la leva per il topo oppure sedersi per il cane) per ottenere un premio o rinforzo positivo (ad esempio un boccone, una carezza o un gioco). Ricordate: se un animale mette in atto un comportamento probabilmente è perché, almeno qualche volta, questo comportamento ha ricevuto un rinforzo, un premio. L’animale impara a fare determinate cose perché capisce che ne avrà vantaggio.

Questa è la base per capire alcuni comportamenti dei nostri cani: quando obbediscono ad un comando lo fanno perché sanno che poi riceveranno da noi un premio. Quando saltano addosso lo fanno perché, almeno qualche volta, hanno ricevuto delle carezze in cambio; quando abbaiano insistentemente verso di noi lo fanno perché sanno che riceveranno attenzione, positiva o negativa che sia.

Un altro esperimento importante fu quello di Pavlov, scienziato russo (1849-1936). Egli notò che i cani, alla sola vista della carne, iniziavano a sbavare. In ambito di laboratorio fece queste prove: mostrava la carne e contemporaneamente accendeva una luce rossa. Ripropose più volte: carne e luce rossa, carne e luce rossa, carne e luce rossa…Dopo diverse ripetizioni ecco che Pavlov accese solo la luce rossa, senza la carne: il cane sbavò ugualmente. In pratica la carne e la luce rosse erano stati associati .Se in principio la luce rossa da sola non provocava alcuna reazione, non aveva nessun significato, dopo l’associazione mentale bastava la luce rossa per provocare una reazione. Questo meccanismo di apprendimento venne chiamato “Condizionamento classico”, l’animale associa semplicemente due eventi.

Ad esempio, quando i nostri cani ci vedono prendere in guinzaglio, loro si alzano e dimostrano eccitazione perché hanno ormai associato Guinzaglio – Si esce!. In principio quell’azione non aveva alcun significato per l’animale, ma dopo che, per diverse volte è stata ripetuta, ecco che i l cane associa le due cose per il “Condizionamento classico”.

Mentre il Behaviourism o Comportamentismo si faceva strada, con tutti i suoi studi in ambito controllato o di laboratorio, ecco che in Europa, verso la fine degli anni ‘30, nacque un’altra scuola, quella degli Etologi.

Konrad Lorenz viene considerato il padre dell’Etologia. Egli si dedica allo studio degli animali in cattività, libertà o semi-libertà, all’osservazione e alla catalogazione dei loro comportamenti.

In principio lui, e la maggior parte degli etologi di prima generazione, si concentrò sugli uccelli e sull’ornitologia.

Nel 1935 Konrad Lorenz pubblica “Il compagno nell’ambiente degli uccelli” e dà inizio con i suoi studi all’Etologia moderna.

L’attenzione venne rivolta, soprattutto all’inizio, ai comportamenti definiti come “istinto”. Le osservazioni venivano effettuate sia sul campo (come Darwin) sia in laboratorio. A Lorenz si unì il collega ed amico Nikolas Tinbergen, autore de “Lo studio dell’istinto” (1951). Questi grandi scienziati rifiutarono l’approccio di tipo meccanico e meccanicista della scuola del Comportamentismo e si autodefinirono “Etologi”. Si concentrarono non solo sulla comprensione e lo studio dei comportamenti istintivi, ma anche sullo sviluppo dei comportamenti tipici di una specie o di un individuo.

La polemica tra le due scuole di pensiero (come sempre succede!) fece nascere tante tensioni tanto che dopo la Seconda Guerra Mondiale i due gruppi erano ormai arrivati praticamente agli insulti. Gli etologi definirono i comportamentisti come “individui dal camice bianco specializzati in ratti da laboratorio”, ma a loro volta venivano additati come scienziati non oggettivi e dalla disprezzabile formazione intellettuale.

Era difficile trovare punti di incontro: gli etologi lavoravano su un’ampia gamma di animali in libertà, in condizioni naturali e rispettando il loro ambiente, i comportamentisti erano interessati quasi esclusivamente ai meccanismi di apprendimento.

Lorenz, Tinbergen e von Frisch ricevettero nel 1973 il Premio Nobel per la medicina e la biologia.

Libri di Lorenz assolutamente da leggere: è da lì che tutto è iniziato: consiglio «… e l’uomo incontrò il cane» e «l’anello di re Salomone»

Elena Martelli

Elena Martelli

 

Istruttrice Cinofila

Cave Canem Asd