Fin dal 1980 ottobre è il mese della Prevenzione Dentale grazie alla collaborazione fra ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) e Mentadent. Grazie a questa iniziativa possiamo effettuare una visita per valutare lo stato della nostra salute orale; un controllo specialistico periodico è necessario per prevenire l’insorgenza di patologie che il dentista saprà identificare e bloccare precocemente e durante la gravidanza la prevenzione diventa ancora più importante.

Per conseguire una igiene orale adeguata bisogna innanzitutto, come sappiamo, pulire i denti almeno tre volte al giorno con lo spazzolino per almeno 2-3 minuti ogni volta e inoltre sostituire lo spazzolino in media ogni 2-3 mesi, prima che le setole inizino a deformarsi diminuendo in efficacia (e magari ferendo le gengive). Un corretto utilizzo del filo interdentale e degli scovolini, in funzione della morfologia dentale e degli spazi interdentali, garantisce poi una precisa rimozione della placca batterica negli spazi interdentali.

Rischi da scarsa igiene orale

Fra i problemi più comunemente riscontrabili troviamo la carie, alitosi, gengiviti e stomatiti.

La carie si sviluppa sulla superficie dei denti a causa di batteri, agevolati da un eventuale scarsità di saliva, da un’alimentazione troppo ricca di zuccheri e ovviamente da una cattiva igiene orale.

Quando la placca batterica e il tartaro si accumulano possono causare infiammazione delle gengive, che se trascurata può a sua volta diventare parodontite (detta anche piorrea), cioè una infiammazione che coinvolge anche il palato e il tessuto osseo fino alla riduzione progressiva delle gengive. Osserveremo infiammazione, sanguinamento, dolore, alitosi, anche ascessi e mobilità dentaria.

Un’igiene orale insufficiente però può anche causare gravi malattie sistemiche in quanto i batteri si trovano in condizione di proliferare fino ad andare a colonizzare altri distretti del nostro organismo, e allo stesso modo anche molte molecole pro-infiammatorie sviluppatesi nella bocca entreranno nel circolo sanguigno delocalizzandosi: così da una parodontite possiamo sviluppare artrite reumatoide, arteriosclerosi, diabete, malattie cardiovascolari e infezioni del sistema respiratorio.

In particolare il cuore si può ammalare di endocardite batterica  mentre il rischio di ictus è correlato ad una maggiore facilità nella formazione di coaguli dovuta a infiammazione. Questo stesso meccanismo può danneggiare i tessuti cerebrali portando a disturbi cognitivi come il morbo di Alzheimer.

Fra il diabete e la parodontite esiste una doppia correlazione, infatti quest’ultima ostacola il meccanismo di regolazione della glicemia e parallelamente i diabetici hanno una maggiore facilità a sviluppare diverse patologie fra le quali proprio la parodontite. 

strumenti di pulizia dentiTecniche preventive

Come sappiamo tutti questi rischi possono essere allontanati agevolmente grazie ad una sana pratica di igiene quotidiana, non disgiunta da controlli periodici da un medico dentista.

Non dimentichiamo inoltre che una dieta dove la quantità di zuccheri semplici sia controllata ci porterà innumerevoli benefici fra i quali sicuramente una ridotta predisposizione allo sviluppo di carie.

Sappiamo che la base dell’igiene orale consiste nel lavarsi i denti! Tre volte al giorno, dopo ogni pasto. I denti vanno spazzolati con movimenti che vanno dalla gengiva verso il margine della corona, senza eccedere nella pressione impiegata perché movimenti troppo energici possono infiammare le gengive o addirittura lesionarle. Inclineremo lo spazzolino perché possa pulire con delicatezza anche la superficie sotto il colletto gengivale. Lo passeremo orizzontalmente sopra ai denti, soprattutto molari e premolari che usiamo per masticare, per riuscire a rimuovere placca e residui di cibo annidati fra le cuspidi (le “punte” del dente). Cureremo anche la pulizia della parte interna dell’arcata dentale. Tutto questo procedimento deve durare almeno 2 – 3 minuti per garantire efficacia. 

Puntualizziamo che lavarsi i denti con movimenti orizzontali spinge la placca negli spazi interdentali e sotto il colletto gengivale da dove è più difficile rimuoverla.

Lo spazzolino elettrico di certo è comodo e più facile da usare rispetto a quello tradizionale, il suo movimento oscillante e la testina di dimensioni ridotte ci aiutano a rimuovere correttamente la placca batterica raggiungendo ogni recesso della nostra bocca, spazzolando i denti uno alla volta, anche se la nostra manualità lasciasse un po’ a desiderare.

E il dentifricio, come si sceglie? Si possono alternare prodotti ad azione diversa (antiplacca, antitartaro, rimineralizzanti…) cercando di evitare quelli abrasivi, spesso quelli sbiancanti, perché rovinano lo smalto provocando sensibilità dentale. Purtroppo l’indicazione in etichetta dell’indice di abrasività non è obbligatoria! Eviteremo dentifrici con indice di abrasività superiore a 100.

Non useremo poi una quantità eccessiva di dentifricio, questo non ci aiuterebbe a rimuovere più placca, anzi il suo gusto fresco potrebbe farci percepire erroneamente un senso di pulizia.

Bisogna pulire anche la lingua, dove si annidano i batteri responsabili dell’alitosi, con l’apposito pulisci-lingua.

Il filo interdentale permette di rimuovere anche la placca che si annida negli spazi interdentali, oppure useremo uno scovolino a seconda della morfologia delle nostre arcate dentali…

Un collutorio completerà la nostra igiene orale rimuovendo i residui dalla bocca e impedendo che si depositino nuovamente.

Infine esistono le compresse rivelatrici di placca, che vanno a colorare proprio i depositi di placca così da  permetterci di controllare ogni tanto l’efficacia della nostra igiene orale.

A fronte di tanti rischi che possono derivare da una igiene orale insufficiente, possiamo sicuramente dire di non essere senza risorse!

E ottobre può essere l’occasione ideale per fare il punto della situazione.

Dott.ssa Alessandra Basiletti

Dott.ssa Alessandra Basiletti

 

Dottore in farmacia 

Responsabile del settore farmaco